PER UNA RECIPROCA ARMONIA - P.Alquati
Per
una reciproca armonia
Piero Alquati
Negli anni ’50 il rapporto tra il Veterinario,
l’Allevatore, il cinofilo ed il legale era scandito da abitudini ed usi quasi
ottocenteschi.
Il Veterinario impartiva cure solo in casi
estremi. Con l’arrivo della stagione calda, talvolta tosava i cani più pelosi
con un taglio “alla leoncino”, risparmiando un ciuffo al termine della coda
come vestigia del loro naturale mantello.
L’Allevatore accresceva, vaccinava e curava i
propri cani.
Il cinofilo stimava la qualità del soggetto
acquistato fidandosi della garanzia che il Certificato genealogico sembrava
potergli fornire.
Il legale non aveva tribolazioni per i
malanni del cane. La ricompensa per i pantaloni strappati ad un malcapitato
questuante era convenuta dall’incauto proprietario.
I tempi ormai sono cambiati. Ognuna di queste
figure (Veterinario - Allevatore - cinofilo - legale) sembra aver deciso di far
valere la propria autorità in maniera sempre più crescente, rendendo la
convivenza poco idilliaca. Commentando il loro rapporto conflittuale, non ho la
pretesa di proporre formule risolutrici ma, semplicemente, di individuare i
limiti della reciproca competenza.
Le
nuove norme
Molti contrasti nascono da regole che, pur
giuste nella loro sostanza, trovano una difficile applicazione nel mondo
cinofilo. Le norme fiscali e i doveri igienico-sanitari difficilmente collimano
con le esigenze quotidiane del comune appassionato.
Può accadere che il cane stia improvvisamente
male in un giorno festivo e, in questa circostanza, è difficile sottoporlo ad
una visita immediata dal Veterinario. Il cinofilo risolve quest’evento correndo
in farmacia e implorando un medicinale. Questo comportamento, guardato con
occhio fiscale, rappresenta molteplici infrazioni ma la passionalità del
cinofilo induce ad ignorarle.
Gli anziani, o una famiglia con bambini,
quando tengono in un appartamento un cane, possono disattendere svariate regole
igieniche costringendolo in un ambiente inadatto. Per solito, le esigenze
fisiologiche sono risolte usando la strada adiacente rendendo sdrucciolevole il
transito agli ignari passanti. Tutto ciò diviene matrice di contestazioni che
sarebbero facilmente evitate se, prima di entrare in possesso di un cane, i
proprietari si fossero chiesti se disponevano di tempo e di spazio necessari
per le sue esigenze che scarsamente variano con le sue dimensioni. E poco
contano le moderne strategie ecologiche quando il cane cade vittima di una
dirompente diarrea emorragica.
Il Veterinario oggi dispone di strumenti e
test che consentono di scoprire mali che neppure l’Allevatore, o il
proprietario, può conoscere o immaginare. Tutto questo incentiva dissidi
legali, a volte costosi e dolorosi, tanto da tradursi in una disaffezione per
il povero cane circondato da conflitti da cui non trae alcun benessere. Anzi,
deve solo subirne le conseguenze essendo sottoposto a ripetute indagini
radiografiche o cliniche che gli possono arrecare, suo malgrado, danni
psicologici e fisici. Il povero cane, se potesse scegliere, spesso preferirebbe
vivere tranquillamente con il male di cui è afflitto e, come molti di noi,
attendere in placida attesa che i suoi giorni finiscano.
Le indagini cliniche gravano, soprattutto,
sulle anche e sui gomiti di quelle sole razze le cui Società speciali hanno programmato
tale tipo di ricerche selettive.
L’esagerato peso dato a questi subdoli
malanni è esaltato considerando che molte razze, gravemente affette da questi
stessi mali ma non vittime delle medesime indagini patologiche, sono ritenute
indenni da qualunque affezione dal comune appassionato che, addirittura, non
esterna alcuna rimostranza dinnanzi ad un malinteso ancheggiare del loro
posteriore, anzi è visto come pregio di razza!
L’aspetto
ingannevole
Anche l’aspetto imponente di un cane, spesso
motivo di orgoglio, può ingannare. Ricordo che una trentina di anni fa giudicai
una Mostra Regionale e mandai nel ring d’onore un soggetto dinamico. Nel ring
d’onore anch’io dovevo partecipare alla scelta del migliore.
Un mastino napoletano, per la sua esuberante
tracotanza, colpì, come una freccia scagliata da Eros, il cuore degli
spettatori e dei Giudici e fu proclamato, con ovazioni intense, indiscusso
trionfatore. Con una sua breve corsetta, concluse vittorioso l’Esposizione.
Tutti ci incamminammo per far ritorno a casa ma venimmo rallentati perché il
mastino era caduto morto nel bel mezzo del viale alberato.
Questo episodio mi convinse che sovente i
cani, che godono anche di una plateale ammirazione, possono essere, malgrado
tutto, più cagionevoli di altri né, d’altro canto, non è possibile sottoporli a
test sanitari ma più semplicemente accettare la realtà dei fatti, senza poterli
tradurre sempre in conflitti legali che si pretendono risolti dalle regole di
un codice che non può prevedere gli esiti di ogni circostanza cinofila.
Un
univoco impegno
Non solo mi preme sottoporre all’attenzione
la cagionevole salute del povero mastino ma fare alcune considerazioni sulla
cessione dei cuccioli.
La fattrice deve essere in buona salute, una
condizione che l’Allevatore accerta, usualmente, osservando il suo naturale
dinamismo. La cucciolata va cresciuta con le migliori cure ma, una volta
consegnato il cucciolo, l’Allevatore diviene impotente tutore della sua salute.
Un cucciolo sano è predisposto a disturbi
intestinali quando è sottoposto ad un repentino cambiamento d’ambiente e di
alimentazione, come un cattivo ricovero lo predispone a malattie da
raffreddamento. Altrettanto, la vita di relazione e le lunghe soste nelle sale
d’aspetto dei gabinetti veterinari possono metterlo a contatto con batteri e
virus, cui l’ambiente dell’allevamento non l’ha abituato, causandogli
imprevisti danni.
La
malattia: una matrice immunizzante
Spesso, e con ragione, è messa in dubbio la
professionalità di un Allevatore, ma in una controversia sanitaria o legale
dovrebbe essere discussa e messa in predicato anche la capacità dell’acquirente
che non dà alcuna garanzia della sua idoneità ad accrescere un cucciolo, né
tanto meno assicura l’adeguatezza delle strutture nelle quali accoglie il cane,
soprattutto quando è in giovane età. Un’abilità che l’Allevatore ha acquisito
con anni di insuccessi e di esperienza, investendo molto denaro per costruire
impianti sottoposti a verifiche sanitarie.
Molte malattie del cucciolo possono essere
indotte da un cattivo mantenimento ma dobbiamo convenire che la sua capacità
immunitaria si forgerà superando malattie che, se ben curate, lo immunizzeranno
in età adulta e lo renderanno un cane temprato. Senza questo indispensabile
iter, nessun cane adulto potrebbe godere di una vita felice. Tanto vale anche
per i bambini che, usciti dalla culla famigliare, superano, con vantaggio, le
molte malattie infantili rafforzando il loro stato immunitario. Tutti sanno, ad
esempio, che i danni e le conseguenze di una parotite epidemica, contratta in
età adulta, sono ben più rilevanti della stessa malattia contratta in giovane
età.
Una
solida garanzia
Per un buon rapporto di collaborazione tra Veterinario,
Allevatore, cinofilo e legale sarebbe utile fosse stilato da parte dell’Allevatore,
all’atto della vendita, un contratto che garantisse che il cucciolo è in buona
salute e correttamente vaccinato. Altrettanto l’acquirente, per non invalidare
questa garanzia, dovrebbe assicurare l’idoneità dell’ambiente dove lo accrescerà
così come la qualità dell’alimentazione che gli somministrerà. Un paradigma
molto difficile da coniugare per un comune acquirente perché il poter disporre
di un luogo adatto e della capacità necessaria per il sano sviluppo di un
cucciolo, sono spesso frutto di sacrifici e di esperienza professionale.
Si aggiungono anche disagi spesso conditi
dall’ostilità di alcuni componenti la famiglia che mal sopportano i problemi
che, inevitabilmente, possono creare dissidi e contrasti, innescando una
sequela di errori e di incomprensioni che si traducono in un pessimo
accrescimento del cucciolo che si pretende risolto dal Veterinario.
Senza un preciso, reciproco chiarimento,
convenuto il giorno in cui si entra in possesso del cucciolo o del cane,
facilmente potrà incentivarsi una spiacevole contesa tra Allevatore,
acquirente, Veterinario e legale: chi ne pagherà le conseguenze, molto spesso,
sarà il povero cane che, da sempre, non chiede altro di avere una cuccia, un
buon pasto e di poter elargire molti servigi e tanto affetto.
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