UNA PROPOSTA ALTERNATIVA: ZORRO v.d. MORDSCHAU - P.Alquati
TRATTE DAL TESTO DEL BORGIOLI ALCUNE CONSIDERAZIONI SULLA CONSANGUINEITÀ
“…il SANSON coniò la frase ben nota: « La consanguineità esalta la potenza ereditaria degli animali al più alto esponente », concetto che possiamo ancora accogliere perché sappiamo appunto come l'applicazione di questo metodo porti ad un progressivo aumento della omozigosi o purezza genetica degli individui.
Il CORNEVIN constatò che la consanguineità dà risultati diversi a seconda della specie, e che in generale le piccole specie pluripare risentono più delle grosse specie unipare degli inconvenienti della riproduzione consanguinea.
Fra gli zootecnici tedeschi, SETTEGAST e NATHUSIUS furono decisi avversari di questo metodo, e molti altri sostennero la inopportunità di usare la consanguineità nel miglioramento delle razze domestiche…
Questi fenomeni si manifestano con maggiore frequenza specialmente nei suini, conigli, cani, polli ed altre specie di bassa corte. Come dunque spiegare questi risultati apparentemente contraddittori, in quanto da un lato abbiamo la documentazione dei magnifici risultati ottenuti in certe razze, e dall'altro abbiamo una documentazione non meno convincente dei danni che possono derivare dall'applicazione di questo metodo?...
La genetica moderna ha chiarito completamente il meccanismo di azione della consanguineità dimostrando come, in definitiva, questo metodo tanto discusso non possiede in se stesso nessuna particolare azione malefica o benefica, in quanto provoca soltanto - con la omozigosi dei geni - una progressiva « purificazione » del patrimonio ereditario posseduto dalla coppia o dal gruppo di animali fondatori della famiglia o della linea.
Tanto più stretta è la consanguineità, tanto più rapido e via via più completo è l'aumento del grado di omozigosi dei membri del gruppo. Se si tiene presente che la formazione di individui omozigoti per un crescente numero di geni (loci) avviene in eguale misura - se non si applica selezione - tanto per i geni dominanti in generale favorevoli, quanto per gli alleli recessivi, che talora sono determinanti di caratteri sfavorevoli o di vera e propria degenerazione; non è difficile capire perché nella discendenza di accoppiamenti consanguinei possano comparire ed effettivamente compaiono alcuni soggetti meno robusti, poco fecondi, di minor sviluppo e produttività, malformati o mostruosi per aplasie e distrofie scheletriche o di altri organi, insorte per l'azione di geni letali o subletali durante lo sviluppo fetale”.
Penso siano riflessioni necessarie in un momento in cui l’allevamento mondiale del cane da pastore tedesco, in particolare quello italiano, è pressato da elevati indici di consanguineità dovuti a costante ed insistente uso di alcuni ceppi. Per questo motivo la SV ha programmato di imporre il limite di consanguineità a 3/3. Un progetto contestato perché molti soggetti ripetuti in razza non lo potrebbero raggiungere.
Ricordo che 2/3 significa nonno e bisnonno in comune tra il ceppo paterno e quello materno,
3/3 bisnonno in comune tra il ceppo paterno e quello materno.
Per questi motivi possono essere proposti e tenuti in considerazione soggetti alternativi, validi soprattutto a riaprire i ceppi per tendere ad ottenere meno grovigli parentali in particolar modo per la displasia delle anche, la lussazione dei gomiti e il ripristino del carattere.
14° al CAMPIONATO DI LAVORO SV 2015
https://vimeo.com/82727548 per la visione di una sua prova del settore C
Zorro v.d. Mordschau (Mika v. Wällerhorst x Freya v.Wegborn)
punti A 96, B 90, C 95 (SG)
HD normal - ED normal - Zuchtwert 72
“…il SANSON coniò la frase ben nota: « La consanguineità esalta la potenza ereditaria degli animali al più alto esponente », concetto che possiamo ancora accogliere perché sappiamo appunto come l'applicazione di questo metodo porti ad un progressivo aumento della omozigosi o purezza genetica degli individui.
Il CORNEVIN constatò che la consanguineità dà risultati diversi a seconda della specie, e che in generale le piccole specie pluripare risentono più delle grosse specie unipare degli inconvenienti della riproduzione consanguinea.
Fra gli zootecnici tedeschi, SETTEGAST e NATHUSIUS furono decisi avversari di questo metodo, e molti altri sostennero la inopportunità di usare la consanguineità nel miglioramento delle razze domestiche…
Questi fenomeni si manifestano con maggiore frequenza specialmente nei suini, conigli, cani, polli ed altre specie di bassa corte. Come dunque spiegare questi risultati apparentemente contraddittori, in quanto da un lato abbiamo la documentazione dei magnifici risultati ottenuti in certe razze, e dall'altro abbiamo una documentazione non meno convincente dei danni che possono derivare dall'applicazione di questo metodo?...
La genetica moderna ha chiarito completamente il meccanismo di azione della consanguineità dimostrando come, in definitiva, questo metodo tanto discusso non possiede in se stesso nessuna particolare azione malefica o benefica, in quanto provoca soltanto - con la omozigosi dei geni - una progressiva « purificazione » del patrimonio ereditario posseduto dalla coppia o dal gruppo di animali fondatori della famiglia o della linea.
Tanto più stretta è la consanguineità, tanto più rapido e via via più completo è l'aumento del grado di omozigosi dei membri del gruppo. Se si tiene presente che la formazione di individui omozigoti per un crescente numero di geni (loci) avviene in eguale misura - se non si applica selezione - tanto per i geni dominanti in generale favorevoli, quanto per gli alleli recessivi, che talora sono determinanti di caratteri sfavorevoli o di vera e propria degenerazione; non è difficile capire perché nella discendenza di accoppiamenti consanguinei possano comparire ed effettivamente compaiono alcuni soggetti meno robusti, poco fecondi, di minor sviluppo e produttività, malformati o mostruosi per aplasie e distrofie scheletriche o di altri organi, insorte per l'azione di geni letali o subletali durante lo sviluppo fetale”.
Penso siano riflessioni necessarie in un momento in cui l’allevamento mondiale del cane da pastore tedesco, in particolare quello italiano, è pressato da elevati indici di consanguineità dovuti a costante ed insistente uso di alcuni ceppi. Per questo motivo la SV ha programmato di imporre il limite di consanguineità a 3/3. Un progetto contestato perché molti soggetti ripetuti in razza non lo potrebbero raggiungere.
Ricordo che 2/3 significa nonno e bisnonno in comune tra il ceppo paterno e quello materno,
3/3 bisnonno in comune tra il ceppo paterno e quello materno.
Per questi motivi possono essere proposti e tenuti in considerazione soggetti alternativi, validi soprattutto a riaprire i ceppi per tendere ad ottenere meno grovigli parentali in particolar modo per la displasia delle anche, la lussazione dei gomiti e il ripristino del carattere.
14° al CAMPIONATO DI LAVORO SV 2015
https://vimeo.com/82727548 per la visione di una sua prova del settore C
Zorro v.d. Mordschau (Mika v. Wällerhorst x Freya v.Wegborn)
punti A 96, B 90, C 95 (SG)
HD normal - ED normal - Zuchtwert 72
HD normal - ED normal - Zuchtwert 72
Consanguineità = Fero Zeuterner Himmelreich(5,5-5,5=13%) Ork Wolfendobel(6-6=3%)
Mink haus Wittfeld(5-6=5%) Harro Lechrainstadt(5,6-6=6%) (G-Kine Gotthilf-Greif(4-4=13%))
Afra Stoppenberger Land(6-6=3%)
Giudizio di selezione: “Grande, forte e pieno di tipo. Molto buona l’impronta, garrese normale, schiena solida. La groppa leggermente scoscesa, buone proporzioni e buone le proporzioni toraciche, davanti corretto. Corrette angolazioni dell’anteriore e del posteriore. Attraverso una buona successione dei passi mostra un’andatura sciolta. TSB Attacco pronunciato, lascia.
Altezza al garrese cm.65,0 - Altezza toracica cm.28 - Circonferenza toracica cm. 87,0 - Peso kg 38 - Differenza tra altezza al garrese e profondità toracica cm.37”
La genealogia di Zorro Mordschau presenta un pedigree ricco di soggetti con ottime doti caratteriali. I ceppi originali sono quelli imperniati su derivazioni di Alf Nordfelsen in linea paterna ed altrettanto in linea materna ma attraverso Nico Haus Beck.
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